In breve: rileggere la sbobina dà l'impressione di sapere le cose, ma non ti dice se all'esame sapresti tirarle fuori. Per saperlo devi provare a rispondere senza guardare, cioè fare quello che in psicologia dell'apprendimento si chiama richiamo attivo. I quiz di autoverifica sono il modo più semplice per farlo, e con Sbobby li generi direttamente dalla sbobina della lezione, con la spiegazione di ogni risposta e il rimando al punto esatto da rileggere.
Perché rileggere la sbobina non basta?
È una situazione che conosce chiunque abbia preparato un esame: rileggi un capitolo per la terza volta, ti sembra tutto chiaro, e poi davanti alla domanda del prof la risposta non arriva. Il motivo è che rileggere ti rende il testo familiare, e quella familiarità si confonde facilmente con il ricordo. Riconoscere una definizione mentre ce l'hai davanti è una cosa, ricostruirla da zero quando nessuno te la mostra è un'altra.
All'esame ti viene chiesta la seconda. Per questo un ripasso fatto solo di riletture rischia di misurare la cosa sbagliata: ti dice quanto il testo ti suona noto, non quanto riusciresti a spiegarlo.
Cos'è il richiamo attivo?
Il richiamo attivo (in inglese retrieval practice) è lo sforzo di recuperare un'informazione dalla memoria senza averla sotto gli occhi: chiudi gli appunti e provi a rispondere. È uno dei risultati più solidi della ricerca sull'apprendimento, e ha anche un nome specifico, effetto test: mettersi alla prova non serve solo a verificare quello che sai, ma lo fissa meglio di una rilettura che occupa lo stesso tempo.
C'è poi un secondo vantaggio, meno ovvio ma altrettanto utile: quando sbagli una domanda scopri una lacuna precisa e sai esattamente su quale parte tornare, cosa che una rilettura difficilmente ti fa notare.
Come si fanno i quiz di autoverifica a mano?
Il metodo classico è semplice:
- Rileggi una sezione della sbobina e scrivi tre o quattro domande sui concetti principali.
- Il giorno dopo, a sbobina chiusa, rispondi per iscritto o a voce alta.
- Controlli le risposte sul testo e segni quelle sbagliate.
- Riparti da quelle, rileggendo solo i paragrafi che ti servono.
Funziona, ma ha due limiti che si fanno sentire presto. Scrivere buone domande su ogni lezione richiede quasi lo stesso tempo che serve a studiarla, e soprattutto le domande le scrivi tu, quindi tendi a farle proprio sulle cose che hai già capito, mentre quelle che ti sfuggono finiscono per restare fuori anche dal quiz.
Come funzionano i quiz di Sbobby?
Dalla pagina di una lezione apri il menu Studia e scegli Quiz di allenamento. Il quiz si apre in un pannello accanto alla sbobina, che resta lì, leggibile e scorrevole. Prima di partire scegli:
- quante domande: 5, 10, 15 o 20;
- la difficoltà: facile (definizioni e concetti di base), media (il perché delle cose e le differenze tra concetti simili), difficile (casi ed esempi nuovi in cui applicare quello che hai studiato), oppure mista;
- il tipo: crocette, vero/falso o un misto dei due;
- gli argomenti: tutta la lezione o solo le sezioni che ti interessano.
Di solito il quiz è pronto in meno di un minuto, e intanto puoi continuare a leggere.

Dopo ogni risposta trovi subito la spiegazione. Se hai sbagliato, Sbobby ti dice anche perché l'opzione che hai scelto non andava, e con Rileggi la sbobina scorre fino al paragrafo da cui viene la domanda e lo evidenzia. Così non ti limiti a memorizzare la lettera giusta: torni sul ragionamento.
Quando a lezione il prof ha detto che un argomento lo chiede all'esame, la domanda lo segnala ("Il prof l'ha indicato per l'esame") e sotto la spiegazione trovi la sua frase. A fine giro vedi il punteggio, le sezioni in cui hai sbagliato di più e puoi ripassare solo gli errori o rifare tutto il quiz.

Da dove vengono le domande?
Le domande partono dalla tua sbobina, compresa ogni modifica che ci hai fatto, e non da conoscenze generiche sulla materia. Riguardano gli argomenti che potrebbero uscire all'esame, mentre aneddoti, digressioni e avvisi sul corso restano fuori, e prima di arrivarti vengono controllate perché la risposta giusta sia una sola e ben motivata. Se nonostante questo ne trovi una che non ti convince, puoi segnalarla con un clic.
Quando crei un nuovo quiz sulla stessa lezione, Sbobby dà la precedenza agli argomenti su cui non ti ha ancora interrogato, così non ti ritrovi sempre le stesse domande.
Come usare i quiz in vista dell'esame?
Un quiz fatto una volta la sera prima serve a poco. Funziona molto meglio se lo distribuisci nel tempo, più o meno così:
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Il giorno della lezione | 5 domande facili, solo per fissare le definizioni |
| Qualche giorno dopo | 10 domande di difficoltà media sulla stessa lezione |
| La settimana prima dell'esame | 15-20 domande difficili o miste, poi ripassi gli errori |
| Gli ultimi giorni | Solo i quiz delle lezioni dove hai sbagliato di più |
Ci sono poi due accorgimenti che aiutano molto. Quando sbagli, non passare subito alla domanda successiva: apri il paragrafo, rileggilo e prova a spiegarti con parole tue perché la risposta giusta è proprio quella. E non fermarti alle crocette, perché una risposta indovinata senza saperla argomentare all'orale ti servirà a poco: se ti capita, quella è proprio la sezione su cui conviene tornare.